Buone notizie per i futuri sposi, il bonus matrimonio per il 2019 è stato approvato. Si tratta di un’importante agevolazione riconosciuta dall’Inps per il congedo matrimoniale alle coppie che convoleranno a nozze durante l’anno solare in corso.

Vogliamo subito tranquillizzarti: la burocrazia, è vero, non è agevole ma in questa guida ti forniremo tutte le informazioni necessarie per ottenere il bonus matrimonio 2019. Attenzione: gli incentivi per il matrimonio non coinvolgono tutti. I requisiti sono stringenti, quindi prima di addentrarci sui documenti e le pratiche da inoltrare riteniamo utile fornire le prerogative di inclusione ed esclusione al benefit.

Bonus matrimonio 2019: chi può fare richiesta

Come da legge, l’assegno matrimoniale 2019 spetta ad operai, apprendisti, lavoratori a domicilio, marittimi di bassa forza dipendenti da aziende industriali, artigiane e cooperative che abbiano stipulato il contratto di lavoro da almeno una settimana.

Rientrano nella categoria anche i disoccupati che abbiano però prestato servizio nelle casistiche di cui sopra nei 90 giorni prima della celebrazione e per almeno 15. Ulteriore check è che il congedo sia effettivamente usufruito entro 30 giorni dal matrimonio.

A proposito di cerimonia, per beneficiare del bonus occorre che il matrimonio sia civile o concordatario; in altre parole, la sola funzione religiosa non permette di inoltrare la domanda. Dobbiamo specificare che il matrimonio concordatario non è sinonimo di quello religioso, anche se comunemente parliamo dell’uno o dell’altro come fossero la stessa cosa. Il concordatario, infatti, è sì celebrato da un sacerdote cattolico, ma la lettura degli articoli del codice civile in materia e la registrazione da parte dello Stato fanno sì che abbia pieni effetti giuridici.

Naturalmente la legge si pone in essere ad entrambi i coniugi se rientrano nei requisiti, ma può essere applicata anche ad uno solo dei due.

Ci si potrebbe a questo punto chiedere se sia valido il bonus per le seconde nozze. Niente paura: anche vedovi e divorziati possono usufruire del bonus, stanti i vincoli appena menzionati.

Rimangono purtroppo esclusi i lavoratori dipendenti di aziende industriali, artigiane, cooperative e della lavorazione del tabacco con qualifica di: impiegati, apprendisti impiegati, dirigenti; di aziende agricole, commercio, credito e assicurazioni; enti locali e statali, e delle aziende che non versano i contributi CUAF, Cassa Unica Assegni Familiari.

Importo incentivo matrimonio

Passiamo subito alle domande che certamente ti starai ponendo: in cosa consiste esattamente l’incentivo per il matrimonio? A quanto ammonta l’assegno matrimoniale?

L’assegno matrimoniale INPS è di importo variabile in base alla categoria di lavoratori.

Operai, apprendisti e lavoratori a domicilio percepiscono un bonus pari alla retribuzione di 7 giorni lavorativi; a ciò occorre sottrarre una percentuale giornaliera corrispondente al 5,54%. Per i marittimi invece i giorni retribuiti si alzano ad 8, e anche per gli occupati in questo settore vige la detrazione del 5,54% al giorno.

Particolare il caso di chi ha un contratto part-time verticale; viene infatti erogata la paga corrispondente ai soli giorni in cui si sarebbe dovuta prestare attività lavorativa, detraendo sempre la percentuale di cui sopra che è a carico del lavoratore.

Ricorda che la decorrenza del congedo matrimoniale è fissata entro 30 giorni dalla data delle nozze.

L’assegno matrimoniale è cumulabile con l’infortunio sul lavoro INAIL; in questo caso l’importo viene calcolato come differenza tra la retribuzione spettante e quanto viene versato dall’INAIL. Non è invece cumulabile con le prestazioni di CIG (sia ordinaria che straordinaria), malattia, disoccupazione, ASPI o NASPI e assegno di maternità.

Assegno matrimoniale: come fare domanda

Se sei occupato in uno dei settori su menzionati devi presentare richiesta al tuo datore di lavoro dopo il periodo di congedo matrimoniale ed entro 60 giorni. In questo caso i documenti necessari sono il certificato di matrimonio o lo stato di famiglia, o ancora l’autocertificazione attestante l’avvenuta cerimonia.

Dati i lunghi tempi della burocrazia italiana, potrebbe accadere di non riuscire a presentare tali carte perché non prodotte per tempo. Non per questo perderai diritto al bonus! Se hai celebrato il tuo matrimonio anche con rito religioso puoi infatti mostrare il certificato dell’autorità religiosa; ricorda però che, quando otterrai lo stato di famiglia o il certificato di matrimonio dall’ente civile, dovrai comunicarli all’INPS. Diciamo che la soluzione del documento religioso è solo temporanea, ma comunque utile per potere beneficiare dell’assegno

Congedo matrimoniale INPS: i documenti

I disoccupati e i richiamati alle armi devono invece, entro 30 giorni dal matrimonio, inoltrare il modulo per il congedo matrimoniale online dal portale dell’INPS. Puoi collegarti a questa pagina per accedere e compilare la domanda; troverai anche informazioni specifiche sui documenti da presentare.

Se rientri in questa categoria di lavoratori ma non sei in possesso del PIN dispositivo rilasciato dall’Ente, puoi rivolgerti presso uno dei tanti CAF presenti sul territorio nazionale. Ulteriore alternativa è quella di contattare direttamente l’INPS sul numero verde gratuito 803164 da rete fissa.

Se sei inoccupato ma, come abbiamo visto, nei 90 giorni antecedenti alla data del matrimonio hai lavorato per almeno due settimane, dovrai presentare la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante tale rapporto lavorativo e l’ultima busta paga. Non dimenticare le autocertificazioni tanto per lo status di disoccupazione quanto per quello di coniugato. I richiamati alle armi naturalmente non possono presentare l’autocertificazione di disoccupazione, ma questo documento deve essere sostituito con la dichiarazione sostitutiva che attesti lo stato di militare al giorno del matrimonio.

Queste differenze di iter ci dicono anche una cosa importante: i lavoratori percepiscono l’assegno dal proprio datore di lavoro, mentre disoccupati e militari dall’INPS stesso a mezzo bonifico bancario.

Bonus matrimonio religioso coppie giovani

Avrai certamente sentito parlare della recentissima proposta di legge che si rivolge alle coppie under 35 che intendano convolare a nozze con cerimonia religiosa. Il bonus del disegno è in effetti molto allettante; si tratta di una detrazione del 20% su massimo 20.000 euro di spese in ornamenti per la Chiesa, make up, abiti, servizio di foto-video, bomboniere e ristorazione.

La proposta pone un vincolo ISEE, diciamo, “di coppia” al 31 dicembre 2018 non superiore a 23.000 euro, e individuale di non oltre 11.500 euro.

Va precisato che ad oggi tale provvedimento di sostegno alle famiglie è ancora in fase di analisi presso la Commissione delle Finanze della Camera. L’unica agevolazione attualmente in vigore è il bonus matrimonio INPS di cui abbiamo prima parlato. Un aiuto comunque non da poco per le coppie che stanno per coronare il loro sogno.

Bonus matrimonio: un passo verso il tuo sogno

Se stai organizzando le tue nozze e rientri nelle categorie su menzionate non puoi perdere l’opportunità di un allettante incentivo come il bonus matrimonio!

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